# 100 - IL NUMERO CENTO
Eravamo tutti a casa nostra. C'erano un sacco di amici, tantissime persone che stavano da noi.
Si vede che era un giorno speciale.
Era sera. Innanzitutto, rimanevo a bocca aperta quando vedevo che, incredibilmente, le scavatrici tornavano sulla nostra via per rifare nuovamente il lastricato, e buttavano giù il muretto APPENA COSTRUITO.
Dopo 2 anni di lavori, quindi, si rifaceva tutto da capo. Non avevo parole per descrivere il mio stupore e la mia rabbia.
Ma questo era assolutamente secondario.
Il discorso importante era invece che, nei paraggi, c'era un assassino feroce.
Beh io mi sentivo bene e con 2 miei amici, un ragazzo moro ed una ragazza (non so chi fossero) stavamo alla finestra della cameretta per vedere se si faceva vivo sotto gli alberi oppure...chissà.
La noia avanzava però. Quindi, i miei amici mi chiedevano se avessi mai assunto cocaina e io rispondevo di no. Corriamo subito a provarla!
Optavamo di andare all'obitorio, lì c'erano un sacco ma un sacco di cadaveri...il posto era ovviamente freddo e buio, io però non avevo paura, allora dov'è questa droga?
Mi mettevano la polvere tutta intorno alle dita, alla fine era come se avessi dieci anelli, e la spargevano un po' ovunque...io ed il ragazzo la provavamo. Io stavo benissimo, lui invece cadeva a terra e si contorceva, io mi sentivo assolutamente invincibile!
Decidevamo di andare via da quel posto...tutti quei morti cominciavano ad innervosirci...e poi...avremmo fatto in tempo a scappare oppure l'assassino era già lì per noi?
Nuovamente nella cameretta. C'era un panno verde che copriva una sedia. Sapevo che assolutamente NON andava spostato ma S. lo stava togliendo. Ero terrorizzata. E ricordo ancora quei cadaveri, le loro gambe e i loro vestiti rossi e verdi.
Si vede che era un giorno speciale.
Era sera. Innanzitutto, rimanevo a bocca aperta quando vedevo che, incredibilmente, le scavatrici tornavano sulla nostra via per rifare nuovamente il lastricato, e buttavano giù il muretto APPENA COSTRUITO.
Dopo 2 anni di lavori, quindi, si rifaceva tutto da capo. Non avevo parole per descrivere il mio stupore e la mia rabbia.
Ma questo era assolutamente secondario.
Il discorso importante era invece che, nei paraggi, c'era un assassino feroce.
Beh io mi sentivo bene e con 2 miei amici, un ragazzo moro ed una ragazza (non so chi fossero) stavamo alla finestra della cameretta per vedere se si faceva vivo sotto gli alberi oppure...chissà.
La noia avanzava però. Quindi, i miei amici mi chiedevano se avessi mai assunto cocaina e io rispondevo di no. Corriamo subito a provarla!
Optavamo di andare all'obitorio, lì c'erano un sacco ma un sacco di cadaveri...il posto era ovviamente freddo e buio, io però non avevo paura, allora dov'è questa droga?
Mi mettevano la polvere tutta intorno alle dita, alla fine era come se avessi dieci anelli, e la spargevano un po' ovunque...io ed il ragazzo la provavamo. Io stavo benissimo, lui invece cadeva a terra e si contorceva, io mi sentivo assolutamente invincibile!
Decidevamo di andare via da quel posto...tutti quei morti cominciavano ad innervosirci...e poi...avremmo fatto in tempo a scappare oppure l'assassino era già lì per noi?
Nuovamente nella cameretta. C'era un panno verde che copriva una sedia. Sapevo che assolutamente NON andava spostato ma S. lo stava togliendo. Ero terrorizzata. E ricordo ancora quei cadaveri, le loro gambe e i loro vestiti rossi e verdi.

0 Comments:
Posta un commento
<< Home