#61 Troppa neve
Eravamo a casa, e c'era Silvia a cena.
Scoprivo, senza che nessuno me lo avesse detto, che aveva regalato a Simo un ficus, che lui aveva messo nella cameretta arancione a fianco al mobile, dove io tenevo la valigia.
Mi infuriavo perchè non ne potevo più delle piante: "basta non è possibile, non ci stiamo più in questa casa, ci sono troppe piante, poi quello era lo spazio della valigia!!"
E in più Simo stava tirando fuori le mie vecchie cassette di musica e me le faceva buttare tutte via perchè diceva che non servivano, erano vecchiume, e io pensavo che per le sue piante però c'era sempre spazio.
Andavo al lavoro, ma poi non vedevo l'ora di tornare a casa perchè dovevo assolutamente mettere un centrino sotto quella benedetta pianta, altrimenti mi rigava il parquet.
Poi si partiva con Silvia verso la Valtellina: prima lei perdeva la metropolitana perchè scendeva di corsa dal vagone a prendere una scarpa che aveva perso sulla banchina - così il treno partiva e noi rimanevamo su con la sua borsa...
Poi prendevamo il pullmann, ma le cose si mettevano malissimo perchè c'era una tempesta di neve (a luglio, dico io!!!!!!!!!), e questo invece di guidare faceva scivolare il pullmann come se fossimo sugli sci, ero terrorizzata perchè più avanti le strade erano in salita, in più spesso il motore si spegneva e una ragazza scendeva sempre a spingere.
Sarebbe stato impossibile arrivare, era tutto sepolto di neve, una cosa pazzesca.
Scoprivo, senza che nessuno me lo avesse detto, che aveva regalato a Simo un ficus, che lui aveva messo nella cameretta arancione a fianco al mobile, dove io tenevo la valigia.
Mi infuriavo perchè non ne potevo più delle piante: "basta non è possibile, non ci stiamo più in questa casa, ci sono troppe piante, poi quello era lo spazio della valigia!!"
E in più Simo stava tirando fuori le mie vecchie cassette di musica e me le faceva buttare tutte via perchè diceva che non servivano, erano vecchiume, e io pensavo che per le sue piante però c'era sempre spazio.
Andavo al lavoro, ma poi non vedevo l'ora di tornare a casa perchè dovevo assolutamente mettere un centrino sotto quella benedetta pianta, altrimenti mi rigava il parquet.
Poi si partiva con Silvia verso la Valtellina: prima lei perdeva la metropolitana perchè scendeva di corsa dal vagone a prendere una scarpa che aveva perso sulla banchina - così il treno partiva e noi rimanevamo su con la sua borsa...
Poi prendevamo il pullmann, ma le cose si mettevano malissimo perchè c'era una tempesta di neve (a luglio, dico io!!!!!!!!!), e questo invece di guidare faceva scivolare il pullmann come se fossimo sugli sci, ero terrorizzata perchè più avanti le strade erano in salita, in più spesso il motore si spegneva e una ragazza scendeva sempre a spingere.
Sarebbe stato impossibile arrivare, era tutto sepolto di neve, una cosa pazzesca.

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