#60 Trappole da ristorante
Eravamo al ristorante io, E. ed un gruppo di amici; c'era anche E., che mi faceva il filo per tutta la cena. Io ero molto contenta.
Alla fine della cena E. mi dice: "io adesso esco e ti aspetto all'uscita del ristorate: esci anche senza aspettare tutte le tue amiche". Io ero agitata perché dovevo trovare una scusa per uscire. Me ne andavo, arrivavo all'uscita ma lui non c'era ed avevo un brutto presentiumento. Poi però mi veniva in mente che c'era anche un'altra uscita del ristorante: "sarà all'altra uscita, c'è ancora questa speranza". Intanto arrivavano E. e tutte le altre ed uscivano anche loro dove ero io.
Per arrivare all'altra uscita c'era da passare su un piccolo cimitero, dove c'erano le foto dei morti schiacciate direttamente nella terra, e camminando sembrava di camminare sui morti. guardavo le foto ed avevo il sentore che anche Fr. Lorenzo fosse sepolto lì. Poi bisognava passare sotto una scala di legno bassa bassa, ed avevo la claustrofobia come al solito, ma sapevo che era un sogno e quindi non mi svegliavo.
Poi, finalmente, si arrivava all'altra uscita: mi guardavo intorno, ma E. era sparito. Ci rimanevo molto male.
Alla fine della cena E. mi dice: "io adesso esco e ti aspetto all'uscita del ristorate: esci anche senza aspettare tutte le tue amiche". Io ero agitata perché dovevo trovare una scusa per uscire. Me ne andavo, arrivavo all'uscita ma lui non c'era ed avevo un brutto presentiumento. Poi però mi veniva in mente che c'era anche un'altra uscita del ristorante: "sarà all'altra uscita, c'è ancora questa speranza". Intanto arrivavano E. e tutte le altre ed uscivano anche loro dove ero io.
Per arrivare all'altra uscita c'era da passare su un piccolo cimitero, dove c'erano le foto dei morti schiacciate direttamente nella terra, e camminando sembrava di camminare sui morti. guardavo le foto ed avevo il sentore che anche Fr. Lorenzo fosse sepolto lì. Poi bisognava passare sotto una scala di legno bassa bassa, ed avevo la claustrofobia come al solito, ma sapevo che era un sogno e quindi non mi svegliavo.
Poi, finalmente, si arrivava all'altra uscita: mi guardavo intorno, ma E. era sparito. Ci rimanevo molto male.

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