I Sogni di Livia

La raccolta dei miei sogni...

mercoledì, agosto 29, 2007

#115 VSN [very strange night]

Per un qualche motivo io e Simo avremmo dovuto passare la notte nel mio ufficio.
Non so se sarei riuscita a dormire seduta sulla sedia, ma tant'è.

Ci annoiavamo a morte, ma stranamente le ore erano già passate abbastanza in fretta.
Trovavo un grande lenzuolo bianco e mi ci avvolgevo dentro, poi stavo seduta al mio posto. Nel buio mi sentivo bene perchè pensavo: normalmente quando sono qui sto lavorando, invece adesso non c'è nessuno e posso riposare.
Non era male dopotutto.

Più tardi ci alzammo dalle sedie per guardare fuori. Era una notte stupenda, piena di stelle anche se dalla finestra dell'ufficio si vedeva solo un pezzettino di cielo.

Incredibilmente alle 4.30 il sole stava già spuntando sul tetto della casa. Avrei dovuto dirlo a Matteo, che a quell'ora c'era il sole nel cortiletto.

In fondo all'ufficio scoprivo che c'era anche una sauna. Vista da fuori era assolutamente orrenda, preceduta da muri rotti e cadenti, calcinacci e cavi liberi.

Entravo lo stesso, morivo di caldo ma passata la prima stanza ne trovavo un'altra, bellissima, come se fosse un ufficio di chissa' chi. Scrivania enorme, poltrone bellissime.
C'era anche un bellissimo portatile che si connetteva immediatamente ad Internet.

Tornata indietro, notavo che pur non essendo nemmeno le cinque di mattina centinaia di persone stavano salendo e occupavano tutto lo spazio. Mi dissero che c'era in programma una MegaAstronomicaFantasticaConferenza di una qualche persona importantissima, e che gli invitati arrivavano prima per trovare i posti migliori.

Eh e io che pensavo che in ufficio di notte non ci fosse un cavolo di nessuno!

#114 I nuovi uffici

Avevamo cambiato sede.
L'intera azienda avrebbe lavorato in un unico stanzone bianco, un'aula di scuola.
Le scrivanie erano posizionate a caso.
C'erano due mie ex insegnanti di liceo che si sarebbero sedute vicino a me come supervisori.
La stanza era piccolissima. Come avrei potuto rispondere alle telefonate?

E il bagno? Ah bisognava alzare la mano e chiedere di uscire.

Quella mattina resi conto che non avrei potuto mai lavorare così.