I Sogni di Livia

La raccolta dei miei sogni...

mercoledì, novembre 22, 2006

# 106 Una casa tutta nostra

Si cambiava casa!
Compravamo la nostra vecchia abitazione in affitto in via Copernico a Milano, con gli infissi sgarruppati e la vista orrenda. Però ero molto contenta perchè, anche se la casa in affitto era molto più piccola della nostra, inspiegabilmente invece era molto più grande.

Tutti i mobili erano già stati portati lì. Ma io non ero ancora convinta della loro disposizione nelle stanze. Visto il molto spazio, avremmo avuto ancora pareti vuote! Che bello...pensavo a come spostare la libreria, a quale camera sarebbe diventata la sala e quale la nostra camera da letto, e non avevo ancora deciso dove posizionare il tavolo grande e le 4 sedie gialle.
Pian piano la casa prendeva le sembianze di quella di nonna O. ,però coi nostri mobili.

Ero felice, anche se guardando e riguardando quei malefici infissi pensavo già a quando li avremmo cambiati: erano orrendi!

giovedì, novembre 16, 2006

#105 Intrusioni

Io e i miei genitori stavamo per partire per un viaggio in treno. Eravamo quindi diretti in Stazione Centrale a Milano.
Eravamo in anticipo, come al solito. Per questo decidevamo di fare una sosta per cenare da qualche parte. Mi veniva in mente che alla festa di compleanno di M. ed E. avevo preso un mazzo di chiavi di casa loro. Per cui, visto che sapevo che loro erano in vacanza, portavo i miei lì e ci cucinavamo la pasta. Così gli facevo anche vedere la loro casa che era molto bella.

Uhm però M. ed E. sarebbero tornati quella sera stessa verso le 19,30. Erano già le 19. Non credo sarebbero stati molto contenti se ci avessero trovato!! Dovevamo andarcene! In più c'erano i nostri piatti sporchi nel lavandino! Ma come mi era venuto in mente di andare lì?Sollecitavo i miei a scappare, ma mio padre diceva che non aveva voglia di stare troppo tempo in Centrale ad aspettare il treno, pertanto ci saremmo fermati ancora lì a giocare a carte. Non potevo ribattere, la decisione era presa.
Ero in preda all'angoscia, M. ed E. mi avrebbero odiato per sempre!

Ad un certo punto però, arrivavano anche altre persone; erano altri amici! Avevano organizzato una festa per accogliere M. ed E. al rientro dal viaggio. La casa si riempiva presto di persone, E. I., D. e un sacco di altra gente.

Ero sollevata e felice perchè così sembrava che anche noi fossimo lì per la festa e non si sarebbero accorti della nostra intrusione. Anche perchè...come spiegare il fatto che avevo preso un mazzo di chiavi di casa loro alla festa di compleanno?
M. ed E. arrivavano: si mangiava e si scherzava, l'atmosfera era molto divertente. Non dovevo più prendere il treno in centrale quindi potevo fermarmi alla festa. Chiaccheravo con E. e con I., mentre accendevamo anche un PC per comunicare con altre persone via Skype.
Decidevo di coinvolgere L. il quale cominciava a chattare con altri. Sentivo in continuazione il suono del segnale di Sype che avvisava all'arrivo di nuovi messaggi.

#104 Maledetto cigno

A Valfenera la situazione era pessima. Intrappolati in casa eravamo rimasti io, la nonna, la mamma e altri parenti.

Il discorso era molto semplice: avevo visto un cigno morto sul balcone di sopra, pertanto era chiaro che i sintomi erano di aviaria. Saremmo morti tutti!
La rassegnazione di mia nonna di stare in casa ad aspettare il peggio mi innervosiva molto e avrei voluto scappare, ma volevo che venissero anche loro con me!
Perchè stare in quella casa senza reagire??

mercoledì, novembre 15, 2006

#103 Stasera mi butto

Ero al settimo cielo, ero tornata a Creta con Simo!
Tutti i miei rimpianti per la solita sensazione di non essermi goduta appieno le vacanze erano svaniti, in quanto avevamo a disposizione ancora un giorno interno sulle spiagge dell'isola.
Non potevo perdere tempo. Il mio obiettivo principale come sempre era quello di passare più tempo possibile in mare.
Si girava in cerca di spiagge. Per qualche arcano motivo c'erano alcuni impedimenti che mi ostacolavano l'ingresso in acqua.
Mi innervosivo. La nostra casa sulla riva era piena di altri amici ma non ero convinta di conoscerli tutti.
In ogni caso mi raccontavano i loro problemi che avevano ma io puntavo dritto al mare.
Passando vicino ad un pontile vedevo le acque chiarissime e stupende. Era senza dubbio la spiaggia di Balos.
Ma in lontananza vedevo già un'ombra: il sole stava iniziando a scendere!
Il tempo era poco e io non avevo ancora fatto il bagno. Non mi interessava. Qualsiasi cosa sarebbe successa, col sole o col buio, mi sarei buttata in acqua.
Fare il bagno in mare era l'obiettivo a cui non avrei mai rinunciato.

lunedì, novembre 13, 2006

#102 La mega cena

Dovevo invitare una cinquantina di persone a cena, nello stesso posto di un anno fa (non era a casa mia, con 15 amici, come avvenuto effetivamente in realtà, ma in una baita sperduta in campagna brianzola con ben 50 invitati).
Ero contenta, ma la tensione cominciava a salire.
Innanzitutto credo di aver preso una decisione drastica...mi sono trasferita lontano lontano...in Brasile credo, ma con tutta la mia casa e anche il mio paese!
Per cui era tutto nuovo...ma anche tutto come prima, avevo la mia casa e la mia via. UAU bellizzizmo.
Mi sentivo piena di adrenalina.
Per quanto riguarda la cena, tutti gli amici non vedevano l'ora che arrivasse il momento.
La zia mi avrebbe aiutato.
Dopo giorni di preparativi credevo proprio ci fosse tutto: piatti, bicchieri, tovaglioli, posate e soprattutto tanti, tanti antipasti.
Ma mentre io e la zia, e anche E., facevamo innumerevoli viaggi alla baita, che diventava sempre più accogliente, mi rendevo conto che forse...anzi, sicuramente...avevo ordinato pochi antipasti..il vassoio di prosciutti e quello di vitello tonnato non sarebbero bastati per 50 persone!
Ero nel dubbio...un dubbio che si insinuava con sempre più insistenza...ma volevo credere che il cibo sarebbe bastato anche perchè ormai non c'era più tempo.
La baita all'interno aveva una cupoletta bianca dove c'era il tavolo e tutto il resto, era stupenda! Con le candele accese poi! Ci saremmo divertiti un sacco...i miei amici sarebbero arrivati presto, ero solo terrorizzata di far figuracce. Ma pensavo che l'anno passato ce l'avevo fatta.

martedì, novembre 07, 2006

# 101 - Onda...su onda

A Carugate era più che normale che i grandi centri commerciali (Ikea, Carrefour, Castorama) che erano in riva al mare, fossero completamente aperti dal lato della spiaggia.
Era un'assurdità!

Nessuno sembrava pensarci...io ero all'IKEA con la nonna, e tutti erano all'ingresso spaparanzati sulla sabbia, mentre dentro si sceglievano comodamente i mobili.
C'era un sole incredibile.

La marea, ovviamente, saliva. E le onde arrivavano dentro all'IKEA, per poco travolgendo la nonna.
Eravamo tutti bagnati...e la gente era incredula.
IO ero incredula, che nessuno avesse mai pensato ad una cosa del genere!!!!!!

venerdì, novembre 03, 2006

# 100 - IL NUMERO CENTO

Eravamo tutti a casa nostra. C'erano un sacco di amici, tantissime persone che stavano da noi.
Si vede che era un giorno speciale.

Era sera. Innanzitutto, rimanevo a bocca aperta quando vedevo che, incredibilmente, le scavatrici tornavano sulla nostra via per rifare nuovamente il lastricato, e buttavano giù il muretto APPENA COSTRUITO.
Dopo 2 anni di lavori, quindi, si rifaceva tutto da capo. Non avevo parole per descrivere il mio stupore e la mia rabbia.
Ma questo era assolutamente secondario.

Il discorso importante era invece che, nei paraggi, c'era un assassino feroce.
Beh io mi sentivo bene e con 2 miei amici, un ragazzo moro ed una ragazza (non so chi fossero) stavamo alla finestra della cameretta per vedere se si faceva vivo sotto gli alberi oppure...chissà.

La noia avanzava però. Quindi, i miei amici mi chiedevano se avessi mai assunto cocaina e io rispondevo di no. Corriamo subito a provarla!
Optavamo di andare all'obitorio, lì c'erano un sacco ma un sacco di cadaveri...il posto era ovviamente freddo e buio, io però non avevo paura, allora dov'è questa droga?
Mi mettevano la polvere tutta intorno alle dita, alla fine era come se avessi dieci anelli, e la spargevano un po' ovunque...io ed il ragazzo la provavamo. Io stavo benissimo, lui invece cadeva a terra e si contorceva, io mi sentivo assolutamente invincibile!

Decidevamo di andare via da quel posto...tutti quei morti cominciavano ad innervosirci...e poi...avremmo fatto in tempo a scappare oppure l'assassino era già lì per noi?

Nuovamente nella cameretta. C'era un panno verde che copriva una sedia. Sapevo che assolutamente NON andava spostato ma S. lo stava togliendo. Ero terrorizzata. E ricordo ancora quei cadaveri, le loro gambe e i loro vestiti rossi e verdi.