I Sogni di Livia

La raccolta dei miei sogni...

domenica, luglio 24, 2005

#67 Taxi

Dovevamo partire per le Canarie e dovevamo quindi prenotare il taxi che venisse a prenderci la mattina per portarci in Centrale alla navetta per Malpensa.

Facevo centomila telefonate anche perché ci trovavamo in un lussuosissimo albergo in una strada isolata in un paesino fuori Milano, per cui moltissimi tassisti non sapevano nemmeno dove fosse, dettavo lettera per lettera l'indirizzo, e specificavo che eravamo in 4 con parecchie valigie.
Molti dicevano che non sarebbero venuti, ero agitatissima, poi davo finalmente indirizzo e ora ad un tassista e la mattina scendevo angosciata.

Eravamo nuovamente a casa, e per fortuna in lontananza vedevo il taxi che arrivava anche se faticava a trovarci perchè da noi non c'è ancora il numero civico.
Allora mi sbracciavo all'inverosimile finchè ci vedeva e arrivava, ma mi incazzavo perché avevo specificato che eravamo in 4 con molte valigie e ci avevano mandato una Fiat Brava, comunque poi mi stupivo perché il baule era enorme e riuscivamo a caricare tutto.

giovedì, luglio 21, 2005

#66 Decolli portentosi

Ero in un posto non so dove, sembrava un villaggio, con una via centrale e delle casette basse.

Era sera ed eravamo ad una festa dove c'era stato un crimine, e non so chi si mascherava per scappare.

Io decidevo di farmi quattro passi e lasciavo lì le mie amiche, e dopo pochissimo mi trovavo in collina, tra gli alberi in un sentiero.
Si stava benissimo lì al fresco, poi di colpo sentivo un rumore pazzesco, e un vento della madonna.
Mi giravo e scoprivo che mi trovavo proprio al di sopra della pista di decollo di Linate, ma cavolo, come era vicino a casa Linate se ci ero arrivata a piedi in 10 minuti!!!

Ero sorpesa e comunque vedevo sotto di me un monumentale aereo della Air Berlin che decollava, era enorme e bellissimo, partiva, si alzava, e io avevo la fortuna di essere vicinissima!

Poi c'erano un sacco di altri aerei piccolissimi colorati che facevano acrobazie, addirittura facevano piroette arrivando al sentiero vicinissimi a me, come libellule.

Ma a me questi non interessavano.
Io volevo vedere un altro passeggeri decollare, un altro aereo grandissimo effettuare quella manovra portentosa che a me terrorizza ogni volta che ci sono seduta sopra.

martedì, luglio 19, 2005

#65 Io e John

Ero amica di John Travolta, che stava portando me ed Elena in macchina a fare un giro in una città americana.
Che figata, io e lei eravamo sedute dietro e davanti c'erano lui e Gene Hackman.
La macchina era un macchinone americano lungo.

Io ero amica di John perchè avevo girato un film con lui, e gli chiedevo se mi faceva un po' di autografi da distribuire alle mie amiche perchè in tanti anni non ne avevno neanche uno.
Poi credevo di aver fatto una gran figuraccia a non chiederli anche a Gene Hackman, comunque un fior d'attore anche lui, ma era già lì che firmava un po' di bigliettini da darci.

La sera ci fermavamo in un locale un po' country per mangiare qualcosa, e io e John uscivamo per salutarci perchè io stavo per rientrare in Italia.
Lui mi abbracciava e io gli dicevo di venire in Italia, che volevo portarlo in Calabria a vedere il bel mare che c'è lì.
OK OK dice lui, sicuramente, era bellissimo in giacca e cravatta come in Get Shorty.
Mi mancherai John! Gli dicevo, stammi bene ci sentiamo presto.

lunedì, luglio 18, 2005

#64 Gatti matti

Abitavamo a casa della nonna ed avevamo una miriade di gatti, e la casa era in un posto di mare. 'Sti gatti correvano come dei dannati da una camera all'altra e di notte si vedevano solo gli occhi rossi.
Tra loro io volevo bene solo a Yazu e a Yas.
Inspiagabilmente, Yazu sparava contro Yas, che era sua mamma. Lei girava ancora per le stanze ma io notavo che aveva il proiettile in pancia, e volevo subito portarla dal medico per salvarla.
Non ricordo perchè Yazu le avesse sparato, forse era geloso di qualcosa, e poi come cavolo aveva impugnato la pistola??

giovedì, luglio 14, 2005

#63 Pizza con materialisti

Cuscino gigante giallo, e materassone giallo, con piumone giallo, troppo alti per arrivarci (2 o più metri di altezza!!), ma lì dovevo salire per preparami e vestirmi, per andare alla pizza con Laura e Gianmarco venerdì.
In più essendo morbidissimi continuavo ad affondare (ecco!! Identici a quelli che c'erano in Germania!!)

mercoledì, luglio 13, 2005

#62 Horror cucina

Stava arrivando un grande evento, un mega pranzo con centinaia di persone. Era notte e ognuno preparava qualcosa, la cucina era enorme dentro un hotel lussuoso con tappeti rossi e ingresso con porte ruotanti.

Eravamo in una via di fronte al lago (o mare??), mentre chiaccheravamo mi capitava tra le mani un bellissimo topino, parlava anche, tutto bianco... diventavamo amici... ecco ovviamente entravo in cucina, e vedevo che qualcuno aveva già preparato la pasta al forno. E io cosa avrei cucinato?? Il topino forse? Non volevo perchè mi piaceva un sacco e non volevo ucciderlo! Ma nessuno era in grado di darmi un consiglio.

#61 Troppa neve

Eravamo a casa, e c'era Silvia a cena.

Scoprivo, senza che nessuno me lo avesse detto, che aveva regalato a Simo un ficus, che lui aveva messo nella cameretta arancione a fianco al mobile, dove io tenevo la valigia.

Mi infuriavo perchè non ne potevo più delle piante: "basta non è possibile, non ci stiamo più in questa casa, ci sono troppe piante, poi quello era lo spazio della valigia!!"
E in più Simo stava tirando fuori le mie vecchie cassette di musica e me le faceva buttare tutte via perchè diceva che non servivano, erano vecchiume, e io pensavo che per le sue piante però c'era sempre spazio.

Andavo al lavoro, ma poi non vedevo l'ora di tornare a casa perchè dovevo assolutamente mettere un centrino sotto quella benedetta pianta, altrimenti mi rigava il parquet.

Poi si partiva con Silvia verso la Valtellina: prima lei perdeva la metropolitana perchè scendeva di corsa dal vagone a prendere una scarpa che aveva perso sulla banchina - così il treno partiva e noi rimanevamo su con la sua borsa...

Poi prendevamo il pullmann, ma le cose si mettevano malissimo perchè c'era una tempesta di neve (a luglio, dico io!!!!!!!!!), e questo invece di guidare faceva scivolare il pullmann come se fossimo sugli sci, ero terrorizzata perchè più avanti le strade erano in salita, in più spesso il motore si spegneva e una ragazza scendeva sempre a spingere.

Sarebbe stato impossibile arrivare, era tutto sepolto di neve, una cosa pazzesca.

sabato, luglio 09, 2005

#60 Trappole da ristorante

Eravamo al ristorante io, E. ed un gruppo di amici; c'era anche E., che mi faceva il filo per tutta la cena. Io ero molto contenta.

Alla fine della cena E. mi dice: "io adesso esco e ti aspetto all'uscita del ristorate: esci anche senza aspettare tutte le tue amiche". Io ero agitata perché dovevo trovare una scusa per uscire. Me ne andavo, arrivavo all'uscita ma lui non c'era ed avevo un brutto presentiumento. Poi però mi veniva in mente che c'era anche un'altra uscita del ristorante: "sarà all'altra uscita, c'è ancora questa speranza". Intanto arrivavano E. e tutte le altre ed uscivano anche loro dove ero io.

Per arrivare all'altra uscita c'era da passare su un piccolo cimitero, dove c'erano le foto dei morti schiacciate direttamente nella terra, e camminando sembrava di camminare sui morti. guardavo le foto ed avevo il sentore che anche Fr. Lorenzo fosse sepolto lì. Poi bisognava passare sotto una scala di legno bassa bassa, ed avevo la claustrofobia come al solito, ma sapevo che era un sogno e quindi non mi svegliavo.

Poi, finalmente, si arrivava all'altra uscita: mi guardavo intorno, ma E. era sparito. Ci rimanevo molto male.

venerdì, luglio 08, 2005

#59 Venezia

Io Elena i miei genitori ed altra gente eravamo a fare un viaggio tutti insieme tra Venezia ed il Brasile. Dovevamo tornare a Venezia e all'areoporto i miei e i miei zii avevano già fatto il check-in ed imbarcato tutto, mentre io ed Elena ancora no. Avevo in mano il foglio della prenotazione e guardavo il numero e cercavamo nei monitor il gabbiotto dove andare a fare il check-in di sto volo della "Varig-Republica di Venezia".

Mi sembrava di averlo trovato, perché c'era lo stesso numero del volo e l'insegna rossa con il Leone della Repubblica di Venezia, poi pian piano vedevo che l'orario era diverso, il numero era cambiato e sul mio foglio non riuscivo più a trovare il numero del volo! C'erano tantissime righe con tanti numeri che non erano il numero del volo ma i prezzi delle merendine Kinder! Cominciavo ad agitarmi ed a correre da un monitor all'altro conle valigie. Elena mi seguiva ma io non trovavo il gabbiotto giusto!

Mia mamma mi chiedeva "qual è questo numero?" "Guarda che non sono scema! sono io che mi sto sbattendo per cercare sto numero, ma sulla prenotazione non c'è più! Non capisco qual è, non sono stupuida!" Mia zia ed elena si offendevano perché pensavano che volessi dire che Elena era la stupida e cominciavamo a litigare... Elena faceva il muso e mi rispondeva male e mia zia diceva a mia mamma "Ma che ti frega? noi il check-in lo abbiamo già fatto, al massimo loro se perdono l'aereo se ne stanno qua!"
L'aereo partiva e noi due restavamo sole in aeroporto, che stava chiudendo tutte le entrate ed uscite... "No! non vogliamo restare intrappolate qua! fateci uscire!" e vedevo tutte le sbarre che scendevano. Elena si calmava un attimo e, forse, era meno arrabbiata con me.

Dopo questo ci trovavamo tutti a Venezia (chissà come....) e Simone regalava a mia madre una stampa con una madonna antica e delle scritte incise antichissime. Mia mamma lo apriva e rimaneva commossa, e mio padre: "Guarda cosa ha regalato Simone alla mamma! vale un sacco di soldi una cosa così!". io guardavo e dicevo "si, si!"
Il gruppo di questo viaggio era molto numeroso, saranno state 30-40 persone.

Poi dovevamo andare via da Venezia: "dobbiamo passare il fiume!" (il Piave ovviamente). Ma il fiume si ingrossava ed ogni tanto faceva delle onde anomale... Io e mia mamma cominciavamo a camminare sulla sponda, fatta di sassi, che diventava sempre più stretta. Avevo il terrore, mi cagavo addosso per la paura, e allora tornavamo indietro. Mio papaà ci sgridava: "potevate andare avanti tranquille, camminando sulla sponda!"

martedì, luglio 05, 2005

#58 Pericolo incombente

Dovevamo andare in una tana di mostri a prendere qualcosa, eravamo un gruppo tra cui c'era anche Andrea, non avevamo stranamente paura.

Si trattava di un quadrilatero in mura con in mezzo un bel giardino, entravamo ed ecco che veniva subito catturato uno di noi, che era un elefantino. Vedevo la sua testa con proboscide trascinata in basso nell'edificio, ma noi aspettavamo come se sapessimo già esattamente cosa fare.

lunedì, luglio 04, 2005

#57 Gara

Dovevo fare una gara di non so cosa, forse di scivolo, tra i concorrenti c'era anche Claudia Ruffo, l'attrice di "Un posto al sole".

Lei era vestita molto elegante, ci trovavamo in una grande casa molto elegante e mi pareva strano poter fare sport lì dentro e poi vestiti in quel modo!! Poi altri parlavano tra loro, si davano consigli per la gara.