I Sogni di Livia

La raccolta dei miei sogni...

giovedì, aprile 28, 2005

#34 Chemio

C'erano tanti malati di tumore ed anche I. doveva fare la chemio :-(

mercoledì, aprile 27, 2005

#33 Tsunami ancora...

Eravamo su un'isola in vacanza. c'era I. che si sposava con tutta la famiglia e correva vestita da sposa ed io le chiedevo di farmi vedere la pancia perché era incinta. Aveva la faccia da vecchia, si vede che quando sei incinta sei più vecchio.

Poi veniva lo tsunami che ci prendeva...

Io camminavo per le scale di un edificio. Al piano di sotto c'era un albanese con i capelli rossi che mi doveva violentare.

#32 Teoria del Caos

Eravamo in una cripta sotterranea molto barocca, quasi un santuario.Forse lì c'erano tutti i vecchi Papi.

Camminavo per uscire e c'era una presenza maligna dietro di me, e io sapevo che se uscivo dalla cripta senza che mi prendesse ero salva.

Salivo dalle scale, ed ero nel condominio di Pragelato.

All'improvviso scendeva neve, troppa neve, e in un attimo si formava una valanga catastrofica.

Ci salvavamo per miracolo, la casa era quasi sommersa. Temevo per Simone, mentre ero anche preoccupata per mio papà e E. che erano in mare a fare immersione.

Così perlustravamo la costa con l'elicottero, e vedevo Gran Canaria con tutti gli hotel che ho visto in rete, con le loro belle piscine.

Tutti erano salvi comunque.

Andavo al cimitero di notte a trovare il nonno R., era un cimitero molto antico. Mi incazzavo con mia mamma perchè gli avevano messo degli anturium rossi invece di fiori.

Poi avevo appuntamento lì vicino con i miei amici e dicevo che con dei soldi che avevo rubato potevamo comprare eroina. Io comandavo quel gruppo.
Ma a loro non piaceva come droga, preferivano altro!

Poi, durante il soggiorno in una pensione che era la nostra vecchia casa di Valfenera, quando Simone andava via io cambiavo stanza e andavo in quella con A., ma poi ero preoccupatissima che Simo lo scoprisse perchè al momento di pagare il conto sarebbe risultato che avevo meno giornate nella stanza precedente. In più M. non capiva nulla e ci avrebbe fatto sicuramente scoprire, lei sempre così puntigliosa su tutto, non avrebbe mai mentito!

Mentre guardavamo dalla finestra io e A. vedevamo passare una tigre enorme, e tutti i cagnetti di Valfenera che le abbaiavano contro. E io dicevo:" Ma che cazzo si abbaiano, che sono piccoli come uno sputo rispetto alla tigre??"

lunedì, aprile 18, 2005

#31 Il detergente

Ero a casa a Torino e mi lavavo in bagno. Trovavo una bustina di detergente intimo e la usavo.

Poi arrivavano la zia ed Elena e la cercavano, perchè era una cura per Elena!! La zia si incavolava tantissimo e diceva che adesso sarebbero dovute andare in farmacia per comprarla, e che forse a quell'ora erano già chiuse.

Io negavo e dicevo che non ero stata io, così poi mi sentivo un verme per la mia menzogna e stavo malissimo.

sabato, aprile 16, 2005

#30 Tenerife

Eravamo a Tenerife in ferie.
Arriva solo E. con l'aereo, senza I.: ci dice che a lei non interessa se lui è sempre in ritardo, e che probabilmente avrà perso il volo. Lei è indipendente.

Andiamo a prendere la macchina a noleggio e guida la zia per le strade a tutta birra; ci avviciniamo all'hotel e io vedo subito la sagoma del grande vulcano Teide che sovrasta tutta l'isola.

Arriviamo all'hotel e vedo la spiaggia, brutta e nera. Pazienza.

Inoltre mia mamma è preoccupata perchè le camere sono o vista strada o vista piscina, quindi rumorose; ma io le rispondo di non pensarci perchè io e Simo ci adattiamo a tutto.

giovedì, aprile 14, 2005

#29 Disastri naturali

Eravamo a Tenerife in ferie.
In spiaggia, vicino ad un gran centro commerciale e turistico, ad un certo punto il mare che aveva grosse onde si blocca totalmente.
Non è chiaramente possibile che il mare sia assolutamente immobile, per cui io prevedo una brutta catastrofe naturale, forse uno tsunami.

Allora dico a tutti di scappare verso l'interno e fuggiamo fuggiamo, corriamo come pazzi finchè ci infiliamo in un supermercato quasi deserto, poi dò una sbirciata al mare che è tornato normale e l'allarme è quindi rientrato.

martedì, aprile 12, 2005

#28 Gli Svizzeri

Gli Svizzeri si erano ribellati, la notizia era su tutti i giornali.

La rivolta li aveva portati qui in Italia dove commettevano crimini contro di noi, dicendo che loro avevano più diritto degli Italiani a vivere qui, la loro cartina geografica non li soddisfava più.

I crimini erano: spiare le famiglie e rapire i bambini, erano dappertutto e io avevo paura che potessero rapire qualche bimbo che conoscevo o che potessero spiarci.

P. e L. abitavano nel nostro condominio, e tornando dalla spesa lei mi chiedeva se volevo andare con loro un attimo a comprare degli orecchini.
L. aveva le stampelle perchè si era fatto male ad una gamba.
Intravedevo dal loro ingresso il nuovo mobile per la sala ma non mi osavo ad entrare per guardare perchè loro non me lo avevano chiesto.

Io dicevo OK per andare a comprare gli orecchini anche se era quasi ora di pranzo, ma prima salivo un attimo a casa, che dentro era la casa di Pragelato, e mi accorgevo che mia mamma uscendo per la spesa aveva lasciato sul fuoco gli spaghetti a cuocere, ma erano buoni, non erano ancora scotti.

lunedì, aprile 11, 2005

#27 Canarie

Eravamo in ferie alle Canarie, io ed i miei genitori (tanto per cambiare....)
Eravamo nella nostra stanza di albergo e guardavamo fuori, perché stava piovendo, solo che le nuvole, che andavano a sbattere contro i vulcani, non riuscivano ad andare via, e restavano lì a Tenerife.

Intorno a noi c'erano centinaia di vulcani ed in mezzo il mare, basso.
Ad un certo punto si generava un onda molto alta e mia mamma "Tu hai voluto venire in questo posto, ma per me è troppo selvaggio! io, il mio mare italiano, il mio albergo a milano marittima...", ma non era uno tsunami.

Poi arrivava un pò di sole e potevamo uscire per vedere il nostro hotel e vedevamo altri vulcani, che erano le altre isole canarie davanti a noi. Un signore un pò grasso che camminava vicino alla piscina diceva "io vengo qui tutti gli anni, è un posto stupendo, vedrete!"

Mi stupivo perché non avevo avuto paura del viaggio in aereo, ma capivo che non avevo avuto paura perché il sogno era cominciato quando io ero già arrivata lì...

sabato, aprile 09, 2005

#26 Sigarette in metro

Eravamo i metro sulla linea verde, io, delle colleghe ed Elena.
Arrivavamo dal tronco di Gessate ed io dovevo scendere a Cascina Gobba perché avevo parcheggiato lì la macchina. Ad un certo punto pensavo di aver sbagliato treno ma la mi collega mi ha detto "ma no, siamo solo a Villa Fiorita, c'è ancora un bel pezzo per arrivare a Gobba!"

Un nostro amico passava per il vagone e ci offriva le sigarette Dunhill e ci diceva "Ah, ragazze! finalmente le ho trovate! queste siga sono uno sballo, le migliori del mondo". Ne prendevamo una io ed una Elena. Io l'accendevo subito, sul vagone: sapevo che era vietato, ma chi se ne frega... Elena invece la teneva in mano senza accenderla.
Arrivate a Gobba ci mettiamo tutte in piedi davanti all'uscita, Elena mi dice "lui dirà anche che queste siga sono le migliori del mondo, ma a me non sono mai piaciute".
Vedo arrivare i controllori! Puttana Eva! Cerco di non farmi vedere... butto per terra la sigaretta, avevo gli stivali neri e la schiaccio con quelli.
I controllori si mettono proprio dietro di noi e quando le porte si aprono, Tac! ci avevano appiccicato a me ed Elena un fogliettino giallo fosforescente con la multa, sulla borsetta!

Allora scendevamo e ci trattavano male, come delle delinquenti! Io mi stupivo perché davano la multa anche ad Elena, che l'aveva solo in mano.

Poi siamo andate al tavolo dove si pagavano le multe e io dovevo pagare 42 euro di multa: gli davo 50 e prendevo il resto. mi trattavano ancora male, come una delinquente ed io mi sentivo molto molto in colpa e stupita di me stessa per aver fatto questo atto assolutamente vietato.

giovedì, aprile 07, 2005

#25 Baldoria

Andavamo ad una mega cena in un ristorante rustico. Eravamo un casino di persone: noi, E. e I., tutti i miei colleghi e tutti i materialisti.
Ci davano il piano di sopra, una tavolata in legno tutta nostra, a lume di candela. Mangiavamo, ci abbufavamo e ci ubriacavamo tutti.

Urlavamo e ridevamo fino alle lacrime e facevamo baldoria. Ad un certo punto A. mi dice "sono le 4 di mattina! cosa facciamo? andiamo?" Tutti urlavamo "va bene andiamocene a casa, paghiamo il conto e facciamo andare a dormire questi poveri camerieri!".

Io ero tanto felice perché per una volta ero stata sveglia fino a tardi senza avere sonno. Andavamo alla cassa a pagare ognuno il suo ma E. e I. mi offrivano il dolce.

martedì, aprile 05, 2005

#24 Bassifondi

Eravamo in una città degradatissima per un certo periodo di tempo.
Mi facevano schifo i vicoli puzzolenti e le case scrostate!

La via dov'ero era pericolosissma, e parlavo con Greg di CSI che non era però l'addetto al DNA ma faceva il cameriere. Per quel posto fare il cameriere era un lusso!! Allora gli chiedevamo se aveva ottenuto quel posto perchè aveva i capelli a spazzola, ma lui rispondeva che era perchè si era fatto due tatuaggi sul petto. Che figo!! Ecco perchè era cameriere!

Ero incazzata nera con Luca perchè se ne andava in Egitto e mi abbandonava senza dirmi nulla.

Mia mamma nella mia vecchia camera di Torino che aveva ancora i mobili blu mi diceva: "Lascia stare, lo sai che lui è uno che guarda il futuro e dimentica il passato!!"

Mentre camminavo poi venivo quasi investita da una Ypsilon blu che per fortuna andava piano e così io salivo solo sul cofano. La ragazza che guidava mi diceva che non mi aveva visto perchè le avevano sparato da un condominio, e questo le succedeva quasi tutti i giorni perchè lei studiava all'università, e in quel quartiere erano tutti invidiosi.

Passavo accanto a quella casa, che dall'altra parte della via in realtà era già più bella, e vedevo le tende lucide alle finestre, nonostante questo bell'aspetto però tutti gli abitanti però ci guardavano con odio e sospetto.

sabato, aprile 02, 2005

#23 Neve e pagliacci

Eravamo a Cervinia e c'era tantissima neve e tantissimi amici. Io sciavo e facevo lo slalom. C'era mia suocera: "non, non scendere da qua, ma scendi da quest'altra pista!". Mi pootava più avanti dove c'era una pista larghissima, enorme, con tantissima neve ed io scendevo ad una velocità doppia, perchè potevo scendere senza dover fare le curve strette. "Madonna, ma come scendo veloce! speriamo non sia troppo pericoloso!"

A Pragelato c'erano dei miei amici con dei bambini piccoli che stavano giocando con la neve.Uno di questi cosa fa? Era sul tetto e doveva portare giù della neve. Come faceva a scendere? c'era un scaletta lungo la parete della casa e lui scendeva su questa scala ed io ero terrorizzata! Tu puoi scendere da una casa su una scaletta, come scendi da un letto a castello? Una bambina gli faceva uno scherzo e per poco si sfracellavano al suolo tutti e due, ed io mi spaventavo molto.

A Carugate Simone era a casa ed io facevo la solita passeggiata ed in una via scoprivo un nuovo negozio, che aveva tantissime vetrine, ad arco, ed i muri erano bianchi rughosi, come i trulli. Era un negozio molto antico che vendeva statue di terracotta; erano coloratisime e molto grandi. C'era biancaneve, le maschere di Venezia, molto colorate e molto grandi. Saranno state 7-8 vetrine! Un negozio molto particolare che non avevo mai visto prima nella mia vita. Leggevo sull'insegna che vendevano anche origami, allora mia madre: "una cosa così devi dirla a Simone!" e gli telefonavo. "Ho visto questo negozio, è tanto che abitiamo qua e non l'avevo mai notato! devi venire!" Mentre gli parlavo sua madre "Livia, Livia, dì a Simone che abbiamo già comprato il prosciutto per fare i panini e l'insalata!". Poi preparavo l'insalata con il prosciutto arrotolato a cilindri.

venerdì, aprile 01, 2005

#22 Barcellona

Andavamo a Barcellona io, i miei genitori ed i miei zii.
Il primo giorno, come programmato, alla casa di gaudi. La prima casa: una delusione... C'era pochissima roba dentro e non trovavo corrispondenza con le foto che avevo visto.

Poi siamo usciti di corsa da questa casa per andare subito in quella dopo che era sulla stessa via: "Andiamo, andiamo di corsa, che poi chiude e c'è coda per entrare!"
Io vedevo da fuori questa casa: "E' questa, è questa, siamo arrivati entriamo!"

Poi eravamo a pranzo seduti ed io guardavo mio papà "bè, certo lui me lo aveva già detto che Barcellona non gli piaceva, quindi è ovvio che non sia entusiasta di ciò che vediamo..."