Io Elena i miei genitori ed altra gente eravamo a fare un viaggio tutti insieme tra Venezia ed il Brasile. Dovevamo tornare a Venezia e all'areoporto i miei e i miei zii avevano già fatto il check-in ed imbarcato tutto, mentre io ed Elena ancora no. Avevo in mano il foglio della prenotazione e guardavo il numero e cercavamo nei monitor il gabbiotto dove andare a fare il check-in di sto volo della "Varig-Republica di Venezia".
Mi sembrava di averlo trovato, perché c'era lo stesso numero del volo e l'insegna rossa con il Leone della Repubblica di Venezia, poi pian piano vedevo che l'orario era diverso, il numero era cambiato e sul mio foglio non riuscivo più a trovare il numero del volo! C'erano tantissime righe con tanti numeri che non erano il numero del volo ma i prezzi delle merendine Kinder! Cominciavo ad agitarmi ed a correre da un monitor all'altro conle valigie. Elena mi seguiva ma io non trovavo il gabbiotto giusto!
Mia mamma mi chiedeva "qual è questo numero?" "Guarda che non sono scema! sono io che mi sto sbattendo per cercare sto numero, ma sulla prenotazione non c'è più! Non capisco qual è, non sono stupuida!" Mia zia ed elena si offendevano perché pensavano che volessi dire che Elena era la stupida e cominciavamo a litigare... Elena faceva il muso e mi rispondeva male e mia zia diceva a mia mamma "Ma che ti frega? noi il check-in lo abbiamo già fatto, al massimo loro se perdono l'aereo se ne stanno qua!"
L'aereo partiva e noi due restavamo sole in aeroporto, che stava chiudendo tutte le entrate ed uscite... "No! non vogliamo restare intrappolate qua! fateci uscire!" e vedevo tutte le sbarre che scendevano. Elena si calmava un attimo e, forse, era meno arrabbiata con me.
Dopo questo ci trovavamo tutti a Venezia (chissà come....) e Simone regalava a mia madre una stampa con una madonna antica e delle scritte incise antichissime. Mia mamma lo apriva e rimaneva commossa, e mio padre: "Guarda cosa ha regalato Simone alla mamma! vale un sacco di soldi una cosa così!". io guardavo e dicevo "si, si!"
Il gruppo di questo viaggio era molto numeroso, saranno state 30-40 persone.
Poi dovevamo andare via da Venezia: "dobbiamo passare il fiume!" (il Piave ovviamente). Ma il fiume si ingrossava ed ogni tanto faceva delle onde anomale... Io e mia mamma cominciavamo a camminare sulla sponda, fatta di sassi, che diventava sempre più stretta. Avevo il terrore, mi cagavo addosso per la paura, e allora tornavamo indietro. Mio papaà ci sgridava: "potevate andare avanti tranquille, camminando sulla sponda!"