I Sogni di Livia

La raccolta dei miei sogni...

lunedì, febbraio 28, 2005

#10 Treni e denti

Ero con Vito in Stazione Centrale perchè dovevamo andare per lavoro non ricordo dove, forse....
Giravamo per i binari per cercare il treno e io gli dicevo "prendevo sempre il treno per Torino anni e anni fa, e sapevo a memoria tutti gli orari e tutti i binari; ma ora non ricordo più nulla e come una novellina devo cercare il mio treno!" Che cosa accadeva poi? che in realtà era un aeroporto e non una stazione, per cui sui binari c'erano gli aerei ed erano colorati. C'erano arei gialli, verdi, tutti colorati.
Era grosso e giravamo a piedi: non riuscivamo a capire dove andare.
Nel frattempo mi cade un dente, un canino, e dicevo "ma perché cazzo mi è caduto sto dente?" avevo il dente in mano, il buco in bocca ed ero tanto tanto triste e preoccupata perché pensavo di avere quella malattia per la quale le gengive si ritraggono e ti cadono i denti.

venerdì, febbraio 25, 2005

#9 Casa di Elena

Alcuni eventi importanti vanno programmati; così riceviamo, io, Simone e i miei genitori, degli inviti a casa degli zii: il tutto incentrato sul cibo, alimenti e portate fantasmagoriche secondo una storica tradizione.

Elena mi invita, in via del tutto eccezionale, ad un evento mattutino, invece che serale come di consueto: un FOOD per COLAZIONE! Gli zii si stanno dando un sacco da fare!

Arriviamo da loro: è mattina ma è ancora molto molto scuro; ci sono quintali di torte e dolci di ogni genere, come richiede l'evento speciale.

Entriamo in camera di Elena: mentre Enrico era a Roma, non c'erano problemi.
Ora, la camera va di nuovo divisa tra loro e nasce qualche litigio...per problemi di SPAZIO.
Certo, dico io, è normale...ma poi... guardiamo la camera...non è la solita!! Compaiono armadi ovunque, aperti, chiusi con tende, pieni e strapieni di scaffali, cassetti, la stanza è praticamente quadruplicata...
Come fanno a litigare?? Ci sono cappotti e giacche dappertutto.

In fondo alla parete, poi, compare un'altra porta: altre 2 stanze da letto!!
Con, ovviamente, cabine armadio gigantesche incassate nei muri...ma quando hanno ampliato così l'appartamento??

E perchè pur essendo mattino, è ancora così buio?

mercoledì, febbraio 23, 2005

#8 Analisi

In gruppo (non so bene chi) dovevamo andare ad un centro per fare delle analisi mediche.
Era mattino, non ricordo in che città ci trovavamo. Camminavamo per una strada sterrata, con me c'erano i miei genitori e nonna Onorina.
Mi seguivano una bimba piccola, bionda, e un cane fastidioso. C'era anche un uomo molto grande con problemi psicologici che, arrivato al centro analisi, cominciava a dar fastidio in sala d'attesa.

La bimba si fiondava immediatamente nella sala per le ecografie: ce ne erano tre, attaccate alla sala d'attesa, tutte chiuse da una semplice tela cerata.

Anche io volevo entrare e finire le mie analisi al più presto! Almeno avrei avuto I risultati e sarei tornata in fretta a casa!

domenica, febbraio 20, 2005

#7 Funerali e finestre

Suonavano le campane a morto.
Io guadavo dalla finestra e c'erano centinaia, centinatia, centinaia di persone vestite di nero che andavano alla processione seguendo la bara. Era morto qualcuno, penso mio nonno materno, perché c'erano mia madre e mia zia vestite in nero, con le scarpette nere, tutte in nero che camminavano per seguire il funerale. Io ero molto arrabbaita. Ero Gil Grissom di CSI e dicevo:"mi sembra ipocrita seguire ancora queste tradizioni prive di significato come andare dietro alla bara contriti; secondo me è anche un'offesa al morto e è dimostrzione di sciocca formalità!" Poi sognavo di essere sveglia di vedere la finestra della camera spalancata e chiamavo Simone per dirgli di chiuderla che erano già entrate delle foglie in casa portate dal vento. Simone si arrabbiava e mi diceva: "vacci tu! perché mi devi svegliare ogni notte per qualcosa? vacci tu!". Poi accendevo la luce: "vedi, vedi che è tutta spalancata!". Però non vedevo bene e non sapevo se ero sveglia o no.

sabato, febbraio 19, 2005

#6 Villa di lusso

C'hanno regalato questa casa che era una roba micidiale: sul mare, 3 piani, 45 camere da letto, terrazzi con le finestre aperte e tutte le tende che svolazavano e si vedeva il mare. Io giravo per la casa e c'erano bagni in marmo ed ero tanto tanto felice ed immersa nel lusso, esattmente l'opposto di quello che si predica nei vangeli, sono ricca e sono felice!! Vaffanculo!!!

lunedì, febbraio 14, 2005

#5 Il Coniglio

Ero con i miei genitori a casa a Torino, però le stanza non erano le stesse, c'erano più stanze. C'erano degli animali che erano nostri ospiti e noi dovevamo tenerli, tra cui un coniglio gigante color caffelatte che correva per tutte le stanze e voleva sempre mangiare e rosicchiava. Era un incubo perché ovunque andavo lui arrivava, sbatteva sulla porta ed entrava con i denti e voleva mordere, mordere, mordere e me lo trovavo sempre nei piedi sto merda di coniglio! Poi Arrivavano gli addetti a questi animali e verificavano la situazione, e io dicevo chiaramente che noi non potevamo categoricamente tenere il coniglio.

domenica, febbraio 13, 2005

#4 Antonella e gelati

C'era questo nuovo collega che era un attore di CSI che era venuto per fare il commerciale, o quialcosa, in extra: si chiamava L..
Pare che lui e B. fossero andati a letto insieme.
L'ufficio l'avevamo riverniciato di viola ed arancione, tutti i muri viola ed i pezzi in alto arancione. Viola.. arancione, viola... arancione.
Io scendevo per comprare al bar: volevo un ricoperto alla fragola, un punguino con sopra una crosticina di fragola e crema dentro. E vedovo proprio i bidoni dei gelati: c'erano i ricoperi, i cornetti, ed io trovavo il mio gelato, quello che volevo.
Ci mettevo tanto tanto, e quando suonavo il citofono per tornare in ufficio il portiere mi fermava e mi diceva: "ormai sono le sei e l'ufficio è chiuso" e io mi rendevo conto che ero scesa alle cinque a prendere il gelato!
Quindi avevo perso un'ora di lavoro e non avevo neanche avvisato i capi.
Ho detto: "domani mattina arrivo e chiedo subito scusa! gli dico che ero scesa a prendere il gelato, ho avuto un imprevisto ed ho perso un'ora".
Mentre ero lì con il portiere, cera anche altra gente, non so chi, che commentava di Antonella che era andata a letto con questo nuovo collega, che era già stato cacciato dall'azienda, guarda caso. Ed io chiedevo sottovoce al portiere: "ma sono andati a letto insieme???" perché io non ci credevo assolutamente!
Riuscivo non so come a salire in ufficio, e c'era ancora della gente.
Allora ho detto: "Meno male, così mi faccio vedere che non sono sparita dalle cinque e non torno più!"
e chi c'era in ufficio? B.! ed io persavo: "possibile che una donna così possa tradire il marito?"
Poi c'era una casa che forse era la mia, ma non lo so, dove entravano i ladri a rubare.

giovedì, febbraio 10, 2005

#3 Dal dentista

Dovevo fare la pulizia dei denti.
Praticamente ero seduta e mi ribaltavano addirittura con la testa all'indietro, poi dato che io dicevo che avevo sempre male tutte le volte che me la facevano, mi fa: "non c'è problema, le facciamo una bella anestesia!".
Solo che mi facevano l'anestesia in vena, nel braccio!
Con un taglierino mi pungevo il braccio, poi lei mi infilava la siringa e mi anestetizzava tutto il corpo e c'era mia mamma vicino che diceva: "Beh, l'anestesia non è una bella cosa, però piuttosto che avere tutto quel male!".
Ero con l'anestesia e sentivo meno male e vedevo lei che mi faceva tutti i denti e sentivo proprio il male dell'igiene! L'anestetico saliva dal braccio, faceva il giro del corpo, arrivava in bocca, poi passava nell'altro braccio e l'anestesia spariva....
Ero in mezzo ad una sala con tutti gli altri pazienti nelle poltrone accanto, era un brutto posto, un posto di dolore fisico!

mercoledì, febbraio 02, 2005

#2 Aerei

Mio papa doveva morire la domenica sera, quindi c'era una scadenza di vita e tutti piangevano ed io ero in altro posto, lontano da torino e aspettavamo questo evento.
Poi dovevo prendere un aereo per andare a Roma dove c'erano anche i miei zii e lo perdevo perché lasciavo le chiavi a casa e tornavo indietro a prenderle. Allora ritornavo all'aeroporto, prenotavo e c'era un volo per fortuna che potevo prendere.
E intanto mia madre mi diceva: "Guarda, è già domenica pomeriggio ma papà sta ancora bene, magari non muore" e quindi speravamo che questa cosa fosse finta.
Sul biglietto aereo dell'aereo c'era scritto, come garanzia del volo: ""il volo è sicuro, ma rischi ce ne sono sempre!"...